CRIScan 2014

By |2018-04-04T18:12:10+00:00agosto 24th, 2014|CRI SCANDICCI, FORMAZIONE, INFORMAZIONE|

criscanlogo

Il 12 – 13 -14 Settembre 2014 si terrà presso il palazzetto dello Sport di Scandicci la manifestazione

 CRIScan 2014

Il Campo Scuola del Comitato Locale di Scandicci (FI) sarà quest’anno un’occasione di ritrovo e crescita per tutti i Volontari, la struttura sarà formata da 2 Corsi Principali (Accesso e OPEM) e 4 Workshop monotematici.

I nuovi volontari avranno la possibilità di svolgere le proprie attività di formazione all’interno di una cornice di Volontari esperti e pronti ad accoglierli.
Il Corso per Operatore di Emergenza ( è necessario già possedere Livello Base) per lo svolgimento delle attività dell’area 3 sarà aperto a livello provinciale e vedrà impegnati i discenti per 14 ore di lezioni frontali ed attività pratiche con Istruttori e Formatori di Livello Provinciale e Regionale oltre ad esperti del Settore che condivideranno con noi la loro esperienza.

I 4 Workshop saranno l’occasione per tutti i volontari che svolgono attività dell’Area 1 di aggiornare le proprie conoscenze alle ultime linee guida di CRI Nazionale oltre che per svolgere il tradizionale re training previsto dalla normativa vigente.

Si invitano perciò TUTTI i volontari a partecipare a questo momento di incontro e scambio cercando, compatibilmente con le proprie realtà personali e professionali, di partecipare al maggior numero di workshop possibili (3/4).

All’interno del Workshop BLSD sarà attivata la certificazione PAD 118 Firenze Soccorso, mentre il Workshop PBLSD sarà un’occasione per rivedere le linee guida del soccorso al paziente pediatrico. I WS PHTC e “Aggiornamento Delta” saranno invece fondamentali per il mantenimento della giusta operatività nello svolgimento dei servizi sulla Delta 44.

Se sei un aspirante Volontario clicca il bottone sottostante per avere maggiori informazioni.

Per i Volontari CRI cliccate sul bottone sottostante per informazioni ed iscrizioni al corso OPEM ed ai Workshop

Gaza, Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR): stop a uccisioni e distruzione, è l’imperativo umanitario!

By |2018-04-04T18:12:11+00:00agosto 20th, 2014|CRI NAZIONALE, INFORMAZIONE, NOTIZIE|

Di seguito riportiamo un articolo pubblicato da cri.it
Di Jacques De Maio, Capo Delegazione del Comitato Internazionale in Israele e nei territori occupati appena tornato da Gaza
Una bambina palestinese ferita durante gli scontri

foto © Reuters/S. Salem

Nord di Gaza, metà pomeriggio, su una strada difronte a un edificio di sette piani. Un ragazzino sta giocando da solo con un pallone da calcio. Un uomo si inginocchia davanti a lui e sorride. Gli prende la mano, come avrebbe fatto uno zio premuroso, e dice: “Che Dio ti protegga.”
Abdel*, il padre del ragazzo, nota l’uomo che parla a suo figlio e non gli piace: lo straniero è un membro ricercato di una milizia. Nel gergo militare l’uomo è un ‘obiettivo di alto valore’ e tutti lo sanno. Chiama suo figlio e lo manda dalla madre, al quarto piano. Pochi minuti dopo, l’edificio è tranciato a metà da un attacco aereo. Non c’è più un quarto piano.
Quando il padre si risveglia in ospedale – proprio l’ ospedale che è stato bombardato pochi giorni prima, uccidendo pazienti e ferendo decine di civili, compreso il personale medico – le sue prime parole sono: “Dov’è la mia famiglia?”. I medici gli diranno presto che i suoi familiari sono morti. Il suo piccolo ragazzo, sua moglie e sua madre sono morti tra gli altri. Che la sua gamba sinistra ha subito un amputazione traumatica sopra il ginocchio. Accanto a lui, una bambina di tre anni, Fatima fa una smorfia di dolore. Ha schegge nella spina dorsale e il suo giovane cugino al suo fianco è visibilmente scioccato dai bombardamenti. E’ questo ragazzino il 226esimo bambino palestinese che muore dalla ripresa di questo conflitto ad alta intensità? Il 228? Il giovane figlio di quest’uomo è stato ridotto già a una statistica? Nel frattempo, la paura si vede anche negli occhi di troppi bambini israeliani. Per una larga parte della popolazione civile, la vita quotidiana è interrotta dalla minaccia di bombardamenti indiscriminati e per la costante corsa ai rifugi. Ripenso a Fatima* che non aveva un rifugio dove correre e che non potrà mai più correre o ritornare a camminare. Il CICR discute con “entrambe le parti” circa le “regole della guerra”. Parliamo di principi quali “precauzioni in attacco”, “obiettivi legittimi”, “vantaggio militare concreto” e “proporzionalità”. Ricordiamo a tutti che se un attacco si preveda possa causare “eccessive perdite civili accidentali” in considerazione di un vantaggio militare concreto e diretto, deve essere annullato o sospeso.
Un bambino con la madre tra le macerie di Gaza

foto © Reuters/S. Salem

Noi diciamo forte e chiaro che in questa guerra, come in ogni altra, non è accettabile che i soldati minimizzino i propri rischi a spese dei civili che si trovano dall’altra parte. Diciamo anche che non è accettabile l’uso dei civili come scudi umani, in qualsiasi conflitto. Assistiamo a conferenze diplomatiche, organizziamo workshop, noi ‘aumentiamo la consapevolezza’ tra i belligeranti a ‘minimizzare le perdite’. Quanto è efficace tutto questo? 

A Gaza, abbiamo evacuato feriti di guerra e persone anziane intrappolate sotto le macerie di quelle che erano state le loro case solo fino a poche ore prima. Visitiamo prigionieri catturati nelle zone di combattimento. Ripariamo linee elettriche e idriche. Nel frattempo centinaia di migliaia di persone hanno l’ordine di evacuare le loro case nel cuore della notte. Cosa succede a coloro che rimanendo indietro non possono fuggire? Dove dovrebbero andare? Nei centri sovraffollati che possono essere bombardati? Negli ospedali o servizi di emergenza medica che non sono risparmiati da ciascuna delle parti in conflitto? Nei quartieri distrutti, dove anche le ambulanze della Mezzaluna Rossa Palestinese vengono colpite? Quanti altri Shujaiyas – un mare di macerie, che in precedenza davano casa a quasi 100.000 persone – ci vorranno prima di tutti aprano gli occhi sulla gravità della situazione?
Davanti a un padre mutilato senza più famiglia, una bambina che non ha diritto al futuro che gli spetta, sono sopraffatto da un senso di inadeguatezza.
Il costo umano è semplicemente troppo alto. Troppe donne e bambini vengono feriti, muoiono o sono danneggiati psicologicamente e fisicamente. Non si tratta di chi è la colpa per non aver rispettato questa o quella specifica legge di guerra, o anche del fatto che il vantaggio militare atteso superi il danno collaterale. Accademici, avvocati, ONG, giornalisti e guerrieri da tastiera parteciperanno a queste domande.
Per noi, al CICR, è importante fermare la disumanità di questa guerra. Si tratta di fare la cosa giusta.
Come un delegato del CICR, semplicemente alzo la mano e dico: “Io non sto solo invocando la legge ora, invoco l’imperativo umanitario: fermare le uccisioni, fermare la distruzione.”

*i nomi sono stati cambiati per tutelare la privacy