Lettera del Presidente Rocca a volontari e dipendenti

By |2018-04-04T18:12:25+00:00Febbraio 5th, 2013|CRI NAZIONALE, NOTIZIE|

Cari volontari e dipendenti,

non nascondo l’orgoglio e la grande emozione con cui mi accingo a scriverVi. L’ultima tornata elettorale ha riportato la Croce Rossa nelle mani dei volontari, ma non solo questo. La giornata di ieri mi ha regalato l’onore e la gioia di diventare Presidente di tutti Voi e rappresentante della più grande organizzazione umanitaria in Italia.

Voglio essere chiaro fin da subito: con la fine del percorso elettorale voglio lasciarmi la stagione delle polemiche alle spalle. Ovviamente sono e sarò disponibile al confronto, anche duro e serrato se necessario, ma senza più dare spazio a dibattiti sterili e strumentali che troppe volte hanno costellato gli anni del commissariamento. Ora non c’è più tempo da perdere, la Croce Rossa sta vivendo un momento storico e cruciale e tutti i nostri sforzi devono essere tesi a continuare sulla via del risanamento.

C’è ancora molto da fare. Come ho scritto nel mio programma strategico, negli anni di commissariamento abbiamo lavorato per costruire un nuovo modello gestionale e culturale che ha segnato una grande rivoluzione all’interno della Croce Rossa. Ora però bisogna continuare, senza indugi. Questo sarà infatti un anno di fondamentale importanza, un anno in cui avrò bisogno di tutti Voi per continuare la nostra storia di cambiamento e rinnovamento.

L’unità sarà fondamentale. Unità di intenti. Unità di vedute. Unità di una squadra che lavora, ad ogni livello, per arrivare a quegli obiettivi che ci siamo ripromessi di portare a termine nel 2013. Primo su tutti la scrittura dello Statuto che dovrà rappresentare il momento di sintesi essenziale per rimettere al centro il volontariato e il lavoro per i più vulnerabili, ma anche per affrontare in maniera responsabile la questione dei dipendenti e della tutela dei livelli lavorativi, per trovare un giusto inquadramento per i Corpi ausiliari nel rispetto delle convenzioni internazionali, della normativa vigente e delle gerarchie politico-amministrative della Croce Rossa, per costruire, dunque, un’Associazione solida e pronta ad affrontare le nuove sfide umanitarie.

Non voglio tornare su quanto abbiamo fatto, ma voglio sottolineare alcune delle cose che dovremo fare. Nell’epoca della crisi economica, recepire i nuovi bisogni e saper rispondere prontamente è di fondamentale importanza. E allora ecco che la Croce Rossa, come ha iniziato a fare nel recente passato, deve continuare a implementare i servizi per i nuovi poveri, per tutte quelle persone che non hanno mai vissuto un’esperienza di povertà e che non sono neanche abituate a ricorrere a strutture di assistenza. Ma non solo. Sviluppare i servizi per gli ultimi, gli invisibili che popolano le nostre città, quei tanti, troppi, che vivono ai margini della società, che magari non hanno un riconoscimento giuridico, e che vengono sfruttati e abbandonati. Solo le capacità della Croce Rossa, prima fra tutte la confidenzialità, possono arrivare dove ci sono questi bisogni estremi.

La crisi economica non colpisce solamente l’Italia. È una crisi globale, sinonimo anche di crisi alimentare e di costi che salgono, sia per gli aiuti umanitari sia per le materie prime. Se a tutto questo si sommano i nuovi conflitti armati e i disastri naturali causati anche dal cambiamento climatico, ecco che si vedrà l’aumento dei flussi migratori, un fenomeno di cui parliamo da anni, troppe volte inascoltati. Sapevamo che a Lampedusa sarebbero arrivati in tanti, non solo per la guerra civile in Libia, ma anche e soprattutto per la grave siccità e l’instabilità di parte del Corno d’Africa. Ci siamo coordinati con le Società nazionali di Croce Rossa e di Mezzaluna Rossa del Mar Mediterraneo. Ma le istituzioni nazionali ed europee in alcune occasioni hanno risposto comunque in ritardo. Anche in questo caso dobbiamo essere pronti a intervenire, non solamente in emergenza, ma in maniera strutturale: la questione migrazioni è di attualità e va affrontata con maturità, sapendo che l’emblema di Croce Rossa è ben conosciuto da quelle migliaia di migranti che cercano solamente un approdo sicuro. Quindi diventa fondamentale l’implementazione dei servizi per i migranti, delle attività di integrazione e di inclusione sociale rivolte anche alla popolazione italiana, per cancellare quella paura del diverso che ancora è purtroppo presente nella società.

La Croce Rossa deve potenziare anche l’attività di diplomazia umanitaria e di pressione istituzionale per mantenere l’attenzione sulle principali sfide umanitarie: il nostro ruolo è quello di insistere affinché non si spengano mai i riflettori sulle guerre dimenticate, sui diritti negati, sulla questione dei richiedenti asilo, sugli standard umanitari che non devono mai essere sottovalutati.

E ancora, la Croce Rossa deve continuare nell’opera di trasparenza e apertura alla cosiddetta società civile: siamo presenti nel tessuto sociale, i nostri Volontari rappresentano l’Italia migliore, ma dobbiamo ancor di più intercettare la grande voglia del popolo italiano e dei giovani di far parte del cambiamento, di mettersi in gioco, di donare il proprio tempo a chi ne ha più bisogno.

Tanti sono i compiti e soprattutto le nuove sfide che ci aspettano. La strada sarà sicuramente lunga e tortuosa ed è per questo che, tra le mie priorità, ritengo di fondamentale importanza un momento di incontro, di “Stati generali” da organizzare entro l’anno, con tutti Voi e tutti gli attori, civili, militari, istituzionali della società civile, con i quali confrontarsi su tutti i temi concernenti le vulnerabilità conclamate e potenziali. Ritengo che la Croce Rossa non possa più prescindere, nella propria azione, dall’interagire con tutti gli addetti ai lavori: la mia idea è quella di una CRI mai più autoreferenziale, ma invece aperta al confronto e tesa a comprendere le istanze che provengono dalla società civile.

Nel ringraziarvi per la fiducia che mi avete voluto dare, posso dirvi che sarò risoluto nel portare avanti, in squadra con i due vicepresidenti, il rinnovamento e per continuare sulla strada che ho tracciato negli anni del commissariamento: una nuova Croce Rossa Italiana, un’organizzazione vicina alle persone, un’Associazione forte e solida, una Croce Rossa di tutti ma non più proprietà di nessuno.

 

Francesco Rocca
Presidente Croce Rossa Italiana